principe ereditario Francesco FerdinandoLa Prima guerra mondiale cominciò con i colpi sparati nel 1914 nella città di Sarajevo, che apparteneva allora all’Austria-Ungheria di cui faceva parte la provincia di Bosnia ed Erzegovina. Il 19-enne studente Gavrilo Princip uccise il principe ereditario Francesco Ferdinando.

L’attentato di Sarajevo ebbe una grande risonanza sulla stampa sia europea che russa. Qui sotto faremo conoscere ai nostri lettori le pubblicazioni dei giornali Russkije vedomosti (Notizie russe) e Russkoje slovo (Parola russa) del giugno di quel tragico anno quando si sentirono i primi accordi dell’ouverture della Prima guerra mondiale.

Russkije vedomosti spiega cosa portò alla guerra: “Il fatto che gli omicidi erano serbi ha indotto a supporre che i suoi veri iniziatori fossero i fautori della Grande Serbia. L’esplosione d’indignazione nei confronti dei serbi ha avvelenato non solo le nazionalità dominanti dell’impero dualistico – tedeschi e ungheresi – ma anche i connazionali serbi, i croati. Questo inasprimento strano al primo sguardo dei rapporti tra serbi e croati si spiega con l’antagonismo sorto già da tempo tra di loro sul terreno religioso e rafforzato in quel periodo dalle discordie ideologiche e dai compiti politici che stanno di fronte agli slavi meridionali”.

Di che cosa si trattava? Secondo l’opinione del giornalista di Russkie vedomosti, “L’annessione ufficiale della Bosnia ed Erzegovina ha assestato un duro colpo alle speranze naturali della popolazione serba di queste regioni in merito all’unificazione politica con i connazionali in Serbia e in Montenegro. L’autonomia concessa alla Bosnia ed Erzegovina non poteva nemmeno in piccola misura compensare ai serbi quel colpo, visto che, senza parlare delle dimensioni assai modeste dell’autonomia concessa al territorio, il nuovo ordinamento non conferiva l’adeguata importanza alla popolazione ortodossa serba che costituiva la massa principale dei contadini. Dopo le guerre balcaniche degli anni 1912-1913, vittoriose per la Serbia, tra i serbi, le cui simpatie propendevano sempre verso il Regno di Serbia, ha cominciato a svilupparsi intensamente la propaganda a favore della riunificazione degli slavi meridionali sotto lo scettro dei Karađorđević”.

Russkoje slovo fa notare: “Dopo la crisi del 1908 e dopo la guerra balcanica la gioventù serba era molto ostile verso l’arciduca ucciso. Vedeva in Francesco Ferdinando un fautore zelante del cattolicesimo e dell’autonomia della Croazia come contrappeso alle aspirazioni dei serbi alla Grande Serbia”.

Russkie vedomosti analizzano anche la scissione nazionale avvenuta all’interno della popolazione slava: “L’idea della Grande Serbia non ha avuto tuttavia risonanza tra i croati che simpatizzavano molto di più con l’idea della triplice alleanza. Anche lo stesso arciduca veniva definito fautore dell’idea del trialismo che consiste, in sostanza, nell’aspirazione a trasformare l’impero dualistico degli Asburghi in unione di stati paritetici, ossia dell’Austria, dell’Ungheria e del Regno degli slavi meridionali. I sostenitori dell’idea del trialismo non vogliono la trasformazione dell’Austria-Ungheria in uno stato federale, cercano soltanto di far riconoscere il terzo stato, quello slavo, come un membro paritetico dell’Unione austro-ungarica. Sognano di includere la Croazia, la Dalmazia, la Bosnia ed Erzegovina nella composizione di questo stato. L’idea del trialismo è nata molto tempo fa, già al momento di occupazione della Bosnia ed Erzegovina da parte dell’Austria-Ungheria. I fautori del trialismo hanno sempre visto in questa provincia il nucleo del futuro stato slavo chiamato ad entrare a far parte dell’unione austro-ungarica. Dopo il congresso di Berlino del 1878 in Croazia è stata sollevata la questione della creazione del Grande regno croato indipendente dall’Ungheria. Persino il Sejm croato ha votato a favore della lettera all’imperatore in cui chiedeva di unire la Bosnia ed Erzegovina alla Dalmazia. Allora il Sejm ha chiesto anche di unire alla Croazia la provincia di Velika Gorica popolata da croati. Come è noto, questa richiesta del Sejm è stata esaudita. Ma ciò non poteva portare al risultato desiderato in quanto l’Ungheria vedeva, a ragione, nel movimento per la Grande Croazia un pericolo per la propria influenza politica e un ostacolo che rendeva impossibile la riunificazione di tutti gli slavi meridionali sotto lo scettro degli Asburghi”.

Tutto ciò rendeva estremamente esplosiva la situazione nella regione. I giornali russi spiegano dettagliatamente ai lettori come possono svilupparsi gli avvenimenti. Russkoje slovo rileva: “I difensori della politica internazionale attiva dell’impero dualistico vedevano nel trialismo una possibilità di attrarre gli slavi dalla parte dell’Austria-Ungheria concedendo agli stessi una piena parità politica, il che aumenterebbe sensibilmente il peso politico dell’Austria-Ungheria agli occhi dell’Europa. Tra i fautori del trialismo c’era anche il defunto Francesco Ferdinando. La sua morte ha arrecato un duro colpo ai sostenitori del trialismo. Proprio in questo consiste la spiegazione dell’odio provato dai trialisti verso i serbi come portatori dell’idea opposta, ossia dello smembramento dell’Austria-Ungheria e della creazione della Grande Serbia”.

“La Voce della Russia” continua a far conoscere ai nostri lettori ciò che scrivevano dell’attentato di Sarajevo giornali russi e di altri paesi.

Milena Ćmilianič - La Voce della Russia

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