Sui fronti del Triveneto il Centenario della Grande Guerra è già iniziato. Con un anno e passa di anticipo sul calendario. A prendersi avanti con le iniziative storiche e turistiche sono i territori che nel 1914 - quando il conflitto deflagrò tra Imperi Centrali e Triplice intesa russo-franco-inglese - erano ancora al di là del confine: quell'Italia Irredenta per la quale gli eserciti del Regno sarebbero stati mobilitati nel maggio del 1915.
Lì ai margini dell'italianità - in Trentino e in quella che ancora non si chiamava Venezia Giulia - i ventenni che parlavano quasi lo stesso dialetto dei veneti furono chiamati alle armi a fine estate del '14.
Furono vestiti con le divise austriache dei Tiroler Kaiserjäger o degli imperial-regi Landwehr Infanterieregiment e partirono per il fronte orientale: la Serbia, la Romania, la Bucovina, l'Ucraina, i Carpazi, la Galizia oggi polacca. E così tra Trento, Trieste e Gorizia la guerra viene oggi ricordata anche con i nomi, i volti e le croci di quei giovani italiani che combatterono per l'impero asburgico nella sua ultima vicenda; e con le storie delle famiglie sotto sovranità austriaca che, quando l'Italia attaccò sulle montagne e sul Carso, furono sfollate in sperduti borghi dell'Europa Centrale.
La loro memoria, che appunto anticipa al 1914 i cent'anni dalla Prima guerra mondiale, si salda - nelle proposte di visita e di conoscenza - con quella delle truppe tricolori che poi combatterono per tre anni e mezzo sui difficili fronti delle Alpi, del Pasubio, del Lagorai e delle Dolomiti; sul Carso isontino e sulle Prealpi Giulie e, dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, nella zona collinare lungo la linea del Tagliamento.
TRENTINO. La Prima guerra mondiale ha lasciato tracce indelebili sulle montagne trentine: trincee che segnano i versanti delle valli e le altimetrie montane, disseminate di resti di capisaldi e batterie di fuoco; fortificazioni hanno cambiato per sempre il paesaggio; siti d'alta quota dove si ritrova l'asprezza della “guerra bianca”. Cimiteri, monumenti e musei costellano l'intero territorio provinciale. Le occasioni di visita, proposte dal Museo storico di Rovereto, sono rintracciabili a partire dal sito www.trentinograndeguerra.it. Tra gli itinerari più facilmente raggiungibili dal Vicentino ci sono quello della montagna tra i passi Buole e Zugna, sopra la Vallarsa e in vista del Pasubio, e il Tour dei Forti degli Altopiani di Folgaria e Lavarone.
CARNIA E TARVISIANO. Dove era impossibile la guerra di movimento - che spezzò milioni di vite sui fronti russo e francese - il conflitto fu logorante guerra di posizione. Come avvenne tra le montagne carniche, dove si rintracciano facilmente camminamenti, torrette di osservazione, gallerie e fortini. E dove si riscopre la storia delle "portatrici", ragazze e donne che tenevano i collegamenti con le trincee in prima linea, marciando con le loro gerle cariche di cibo e munizioni.Pacchetti turistici per la conoscenza delle memorie storiche, anche in ambito transfrontaliero con la Slovenia, sono proposti su www.turismofvg.it.
L'ISONZO. La Provincia di Gorizia ha lavorato per anni alla messa a sistema di "Carso 2014+", un complesso di proposte che fanno conoscere - percorrendo una sorta di diffuso museo a cielo aperto - gli aspetti culturali, storici, ambientali ed enogastronomici del Carso isontino. Queste le tappe principali dei percorsi già attivi da queste settimane e fino a tutta la primavera prossima: il Museo provinciale di Gorizia dove sono ricostruite postazioni e trincee, la Zona Sacra del Monte San Michele con lo Schönburgtunnel scavato dagli austriaci, le cannoniere in galleria del Monte Brestovec vicino a Doberdò del Lago, il Parco Tematico presso la stazione ferroviaria di Monfalcone. E al di là del confine, a nord di Gorizia, il Parco della Pace del Monte Sabotino (Sabotin Park Miru) fa percorrere un itinerario lungo la seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo (1916). Riferimenti per le visite: il sito www.carso2014.it e l'associazione culturale "èStoria" (www.estoria.it). Il tutto è coordinato a livello interregionale nel progetto “Itinerari della Grande Guerra. Un viaggio nella storia” ( www.itinerarigrandeguerra.it) nel quale il Museo del Risorgimento di Vicenza svolge un ruolo centrale per il Veneto.
Antonio Trentin
per ilgiornaledivicenza.it